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L'Aglianico č un vitigno antichissimo. Il pił noto ed importanti di tutti č certamente il poeta latino Orazio, con il suo 'NUNC EST BIBENDUM".
L'uva e il vino sono sempre stati un elemento fortemente caratterizzante per l'area del Vulture e per la Basilicata in generale. I Romani concessero alla colonia di Venosa di coniare una moneta in bronzo raffigurante Dioniso, divinitą fortemente legata alla terra e alla vite, poi assorbita dal culto di Bacco. In tempi storici molto pił recenti, nel 1629, si trovano tracce di un tal vino Melfģacum di cui parla Prospero Rendella nel suo "TRACTATUS DE VINEA VINDEMIA ET VINO". Con un altro grande balzo storico si arriva al 1909, quando, secondo il Carlucci, nella Basilicata era degna di menzione la zona del Vulture, ove i fertili versanti, orientale e di Mezzogiorno, erano coperti da fiorenti vigneti costituiti quasi esclusivamente da Aglianico; e questo vitigno non era solo coltivato sui declivi di questo vulcano spento, ma pure in tutta la provincia, pił o meno a seconda i siti: su 124 Comuni, costituenti la Basilicata, veniva allevate in 104 ed in 40 di questi gli erano destinate rilevanti estensioni. E di qui, fino ai giorni nostri, all'in'estitura della denominazione di origine controllata, nel 1971, e alla nuova avventura dell'Aglianco, prodotto di lusso sulle tavole italiane e straniere.
L'uva e il vino sono sempre stati un elemento fortemente caratterizzante per l'area del Vulture e per la Basilicata in generale. I Romani concessero alla colonia di Venosa di coniare una moneta in bronzo raffigurante Dioniso, divinitą fortemente legata alla terra e alla vite, poi assorbita dal culto di Bacco. In tempi storici molto pił recenti, nel 1629, si trovano tracce di un tal vino Melfģacum di cui parla Prospero Rendella nel suo "TRACTATUS DE VINEA VINDEMIA ET VINO". Con un altro grande balzo storico si arriva al 1909, quando, secondo il Carlucci, nella Basilicata era degna di menzione la zona del Vulture, ove i fertili versanti, orientale e di Mezzogiorno, erano coperti da fiorenti vigneti costituiti quasi esclusivamente da Aglianico; e questo vitigno non era solo coltivato sui declivi di questo vulcano spento, ma pure in tutta la provincia, pił o meno a seconda i siti: su 124 Comuni, costituenti la Basilicata, veniva allevate in 104 ed in 40 di questi gli erano destinate rilevanti estensioni. E di qui, fino ai giorni nostri, all'in'estitura della denominazione di origine controllata, nel 1971, e alla nuova avventura dell'Aglianco, prodotto di lusso sulle tavole italiane e straniere.



